Excursus storico: Quante emozioni
Nato da un'idea di un gruppo di dirigenti dell’ Itala San Marco, il Torneo internazionale “Città di Gradisca - Nereo Rocco” emette il suo primo vagito nel 1986. Al debutto parteciparono le società regionali Udinese e Triestina, il Giovane Milan (alla fine vincitore delle prime due edizioni), il Rumagna Cesena ed il solo Nova Gorica a dargli un tocco di internazionalità. Con il passare degli anni il torneo cresce a dismisura: nove nel 1988, dodici nel 1989, sedici nel 1997, fino ad arrivare alle attuali 28 società partecipanti. Un aumento non solo quantitativo, ma soprattutto sul piano della qualità.
A Gradisca sono infatti passate le migliori scuole calcistiche del mondo come Real Madrid ed Argentinos Juniors (primo club di Diego Armando Maradona e Roman Riquelme), Stella Rossa e Cruzeiro (prima casacca ufficiale di Ronaldo), Barcellona e River Plate, Internazionale e Colo Colo, Milan e Marsiglia, Dinamo Kiev e Sao Paolo, Ajax e Borussia Dortmund, Juventus ed Everton, oltre alle migliori formazioni africane ed asiatiche.
Dando un rapido sguardo alla storia del “Nereo Rocco”, resta indelebile la quarta edizione che sancì il trionfo delle “merengues” di Madrid, quella del ’91 nel segno della Fiorentina, che vide oltretutto la prima diretta televisiva della Rai con la finalissima commentata dalla storica voce di Nando Martellini. Nel 1993 il bis dell’Argentinos Juniors è offuscato nelle cronache (anche quella nazionali, con tanto di prima pagina dedicata dalla “Gazzetta dello Sport”) dall’incresciosa rissa scatenatasi tra Milan e Marsiglia, grandi rivali di quegli anni.
L’Oscar come partita più spettacolare mai vista sui campi del torneo spetta senz’altro all’indimenticabile finalissima del ‘94 che vide i cileni del Colo Colo superare la Juventus con un pirotecnico 6-4 rimasto negli annali. Il successivo biennio sancisce il dominio dell’Argentinos Juniors, che porta a quattro i propri trionfi gradiscani e quindi fa definitivamente sua la prima incarnazione del trofeo.
Nel ’97 l’esordio con vittoria per il continente africano, grazie ai ghanesi del Goldfields, mentre l’anno successivo un atto finale tutto sudamericano permette al San Paolo di spezzare il sortilegio Argentinos. E le italiane? La maledizione dura per ben dieci anni, fino al derby della Madonnina che nel Duemila incorona l’Internazionale. Il 2001 è l'anno dell'incredibile sucesso della nazionale giovanile di Slovenia, che sorprende tutti e piega in finale i nerazzurri che sognavano il bis.
E' il Cruzeiro di Belo Horizonte col proprio “calcio bailado” ad aggiudicarsi di prepotenza contro il Barcellona l'edizione 2002. La difficile situazione internazionale influenza ma non riesce a mettere i bastoni fra le ruote all'edizione del 2003, spettacolare come e più del solito e decisamente destinata a restare negli annali. Il titolo di campioni del "Città di Gradisca" ha infatti cambiato continente: la nazionale della Corea del Sud è la prima squadra asiatica ad aggiudicarsi la kermesse con un gioco molto europeo ed elegante che hanno aggiunto all'albo d'oro una firma di tutto rispetto. La nazionale delle "cavallette" è stata seguita con simpatia e curiosità per tutta la durata della manifestazione.
Veniamo così all'edizione del 2004, un'edizione assolutamente storica per il Torneo Internazionale Città di Gradisca. Storica perchè per la prima volta le squadre al via sono ben 28, storica perchè gli organizzatori studiano una formula assolutamente innovativa al fine di festeggiare l'allargamento ad Est dell'Unione Europea del 1 maggio 2004. Nasce così il primo Trofeo Europa Unita, il cui tabellone è parallelo al "Nereo Rocco": vi partecipano 10 nazionali dei nuovi Paesi membri, più l'eccezionale adesione dell'Italia e la storica iscrizione di una squadra mista italo-slovena, la Fc Go&Go, che sancisce lo spirito transfrontaliero di queste terre.
Il primo trofeo per nazionali sarà vinto con autorità dall'Italia di Francesco Rocca, con cinque vittorie in altrettanti incontri. In finale gli azzurrini battono la Croazia. La XIX edizione del Trofeo Rocco, per contro, non è meno emozionante e spettacolare del neonato torneo per nazionali. Ancora una volta in tabellone vi sono squadre di prestigio mondiale da tutti e cinque i continenti: debutto assoluto per Cina e Tunisia, ritornano una formazione inglese, il Brimingham, ed una spagnola, i "colchoneros" dell'Atletico Madrid, oltre ad Ajax, Atlas, Deportivo Cali, Milan e Juventus ormai di casa. Ma ancora una volta è il calcio danzato dei brasiliani a trionfare: l'Atletico Mineiro passa col brivido ma poi in finale stronca la Juventus con un gioco spumeggiante e fisico allo stesso tempo. Il Mineiro diventa così la terza formazione brasiliana ad iscrivere il proprio nome nell'albo d'oro, dopo S.Paolo e Cruzeiro.Da allora i bianconeri del Minas Gerais hanno letteralmente dominato le ultime edizioni.
Raul, Riquelme, Stankovic, Albertini, Shevchenko e Cambiasso: sono passati di qui.
Che cos'hanno in comune molti dei migliori attuali talenti del calcio internazionale? Semplice: il "Torneo Nereo Rocco". La kermesse organizzata dall'Itala San Marco la sottile linea retta che li unisce e che ha permesso loro di cominciare ad esprimere il proprio talento al di fuori dei patri confini.Un nome su tutti impressionò a Gradisca per classe e personalità, mantenendo poi le promesse: Juan Roman Riquelme. Il delizioso trequartista del Boca Jrs, classe '78, vinse per tre volte il titolo di miglior giocatore del "Rocco" difendendo i colori di un'altra grande del calcio argentino; l'Argentinos Jrs (società in cui ha mosso i primi passi un certo Diego Armando Maradona).
Anche il regista dell'Inter Esteban Cambiasso ha vestito a Gradisca la maglia dell'Argentinos Juniors. Muovendoci sempre a ritmo di tango, Daniel Cavenaghi ha fatto capolino da queste parti nel 2000 assieme al suo River Plate, come in precedenza successo ai nazionali Juan Pablo Sorin (Cruzeiro, Lazio, Barcellona, Paris Saint Germain), Jorge Placente (Bayer Leverkusen, come l'attaccante França passato da Gradisca col Cruzeiro) ed all'ex barese Diego Markic. In ogni caso, il talento più puro transitato al "Rocco" è senz'altro quello di Raul (ai tempi nei tabellini figurava come Blanco Gonzalez e non lasciò il segno) assieme naturalmente allo zar rossonero Shevchenko (Dinamo Kyiv) ed agli interisti Stankovic (Stella Rossa Belgrado) e Maicon (Cruzeiro).
Senza dimenticare l'azulgrana Gerard, gli ucraini Shovkovskiy e Vaschuk (compagni di Sheva in nazionale) e le nuove promesse dell'Ajax Ryan Babel (ora al Liverpool), Nigel De Jong (Amburgo) ed Hedwiges Maduro (Valencia), tutti a Gradisca negli ultimi tre anni. Babel, 18 anni, è già stato indicato dalla critica come l'unico erede di Thierry Henry, mentre Maduro è stato il debuttante più rapido di sempre nella storia del calcio olandese. Ha esordito nell'Olanda sole tre settimane dopo aver debuttato in campionato con l'Ajax: altri due predestinati lanciati dal "Rocco", fucina di talenti impareggiabile.
Per quanto riguarda la "Hall of fame" tricolore, se nelle ultime edizioni si sono segnalati andando indietro nel tempo spiccano i nomi di Pirlo, De Rossi, Diana, Bonera, Albertini, Pinzi, Tacchinardi, Coco, Casiraghi, Rizzitelli, Saudati, Robbiati, Petruzzi, Bachini, Delvecchio, Falcone, Cardone, Viali, Sottil, Pavan, Flachi, Italiano, Barone, Paolo Cannavaro, Sculli, Sammarco, Donadel e, nelle ultime edizioni, le stelline di Foggia, Giovinco, Marchisio e Paloschi.
ECCO UN IPOTETICO UNDICI IDEALE DEL "ROCCO"
(4-2-3-1): Shovkovskiy (Dinamo Kiyv); Maicon (Cruzeiro), Bonera (Brescia), Maduro (Valencia), Sorin (Argentinos Juniors); Albertini (Milan), De Rossi (Roma); Shevchenko (Dinamo Kiev), Riquelme (Argentinos), Raul (Real Madrid); Casiraghi (Monza).





















